Imparando a votare



Il referendum costituzionale ha una funzione confermativa, provvede a stabilire se una legge di revisione della costituzione, approvata precedentemente dal parlamento, debba entrare in vigore o meno.

Domenica 22 marzo dalle ore 7.00 alle 23.00 e lunedì 23 marzo dalle 7.00 alle 15.00 alcune scuole edifici comunali e sale espositive saranno occupate per il seggio elettorale del primo referendum del 2026.

La domanda ora sorge spontanea: “per cosa si andrà a votare?”

La risposta è chiara: la votazione comprenderà la conferma o la respinta di una modifica riguardante l’assetto dell’Ordine Giuridico, per il quale si disegnerebbero nuovamente i meccanismi di autogoverno e consolidamento della qualifica dei percorsi professionali.

I punti nodali della nuova riforma , conosciuta come “riforma Nordio” dal nome del principale sponsor,  riguardano principalmente:

In primo luogo, il ricorso al sorteggio che modifica un sistema tradizionalmente basato sul voto e riguarderebbe la rappresentanza delle correnti nella magistratura stessa.

La riforma avrebbe un impatto anche sull’organizzazione e creazione di due consigli superiori e distinti, i membri della magistratura non potrebbero cambiare la scelta del percorso fatta all’inizio di esso stesso.

Si andrebbe inoltre a creare una corte disciplinare di rango costituzionale competente di procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati.

Votando si si approverebbe il testo della legge e consentirebbe l’entrata in vigore effettiva.

Votare no comporterebbe invece il rigetto della riforma, facendo rimanere intatto l’assetto costituzionale.

Anche se sembra una scelta banale, molti letterati si sono trovati in difficoltà a esporre il loro giudizio: personaggi come Alessandro Barbero, Benedetta Tobagi e Renzo Orlandi permettono però di informarsi in maniera puramente individuale e sicura, in quanto siano molto affidabili e obiettivi.

In conclusione, è giusto sottolineare come votare sia un diritto e un dovere.

È fondamentale in un paese libero andare a votare.

Nessuno però, nasce imparato… ma se chi dovrebbe educare non forma alla vita reale, come si può decidere per il futuro?


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